(fonte: J. Fogola sul sito AIA / notiziario informativo ARPATnews n. 195 del 22/09/2015)
 


L’educazione necessita di un buon ambiente per l’apprendimento e l’ascolto, per cui è necessaria una buona acustica. A volte, soluzioni semplici e a basso costo potrebbero essere efficacemente implementate: non è infatti sempre detto che una costosa mitigazione delle sorgenti di rumore esterne sia la soluzione più efficace. Può accadere che i primi fattori di inquinamento acustico siano piuttosto la struttura stessa delle classi scolastiche e le sorgenti interne, cosicché una buona manutenzione di porte e finestre potrebbe ad esempio migliorare l’isolamento, mentre l’installazione di controsoffitti contribuirebbe anche all’abbassamento del riverbero.

Campagne di misura del rumore effettuate per la caratterizzazione dell’esposizione degli studenti alle sorgenti di rumore esterne ed interne sono stati pubblicati in un articolo presentato nel corso del 22° International Congress on Sound and Vibration, svoltosi a Firenze dal 12 al 16 luglio di quest’anno. I dati mostrati in questo lavoro confermano che il rumore nelle scuole è un problema serio e non dovrebbe essere trascurato dalle amministrazioni locali, in quanto coinvolge un alto numero di soggetti minorenni vulnerabili e anche l’ambiente di lavoro di molti insegnanti. 
Queste misure sono state effettuate in otto scuole, medie e superiori, nell'ambito del progetto LIFE GIOCONDA (i GIOvani CONtano nelle Decisioni su Ambiente e salute), coordinato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa. Il progetto è nato con l’obiettivo di fornire alle amministrazioni locali uno strumento di supporto nelle decisioni in materia di salute e ambiente in modo informato, sia tenendo conto dell’opinione dei giovani e delle loro famiglie, sia dei dati ambientali locali. GIOCONDA combina in questo senso due approcci: uno basato sul monitoraggio dell’aria e dell’inquinamento acustico e l’altro basato sulla percezione del rischio degli adolescenti e sulla loro disponibilità a spendersi per un miglioramento ambientale attraverso le loro abitudini. Le aree coinvolte dal progetto sono: Ravenna, Valdarno Inferiore, Napoli e Taranto.